“NO TIMIDEZZA PER IL 2019. FORSE”

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Ciao a tutti e benvenuti all’appuntamento settimanale con la nostra newsletter. Il primo appuntamento dell’anno, tra l’altro, visto che la settimana scorsa in realtà non ci è stato possibile realizzare il nostro consueto articolo (ma vi assicuriamo che i motivi erano seri, non si è trattato di un’ingiustificata indolenza). Comunque…adesso siamo qua, più carichi che mai e desiderosi di condividere con voi notizie, approfondimenti e curiosità relative al mondo della salute mentale e non solo. Speriamo caldamente che il nuovo anno sia per voi iniziato al meglio e che magari riusciate a realizzare i tanti obiettivi e propositi che, molto probabilmente, vi siete posti.
Si, perchè questo è ormai un classico: ad ogni inizio anno (ma spesso e volentieri anche alla fine di quello precedente) la nostra mente inizia a fare progetti e a porsi traguardi che dovranno caratterizzare i futuri dodici mesi, a volte pianificati con senso di concretezza, altre volte invece espressione di sogni vaghi o più confusi, destinati poi a soccombere innanzi ai mille impegni quotidiani. 
Personalmente tendo a pormi sempre come obiettivo quello di cambiare alcuni aspetti del mio carattere (e vi assicuro che da questo punto di vista ci sono davvero tante cose da migliorare), anche se poi, in più di un’occasione, già verso Febbraio i tanto nobili propositi vengono regolarmente dimenticati. Una caratteristica del carattere che magari alcuni di voi vorrebbero cambiare (o quantomeno migliorare) è quello della timidezza, spesso così insopportabile e difficile da gestire, responsabile a volte di tante occasioni perse e incontri conclusasi come noi non vorremmo, foriera di numerose difficoltà nella comunicazione con gli altri e nell’espressione compiuta della nostra personalità. A volte l’eccessiva timidezza può essere invalidante, nei rapporti interpersonali, nel lavoro, nel condurre, più in generale, una vita serena. Ma esistono dei rimedi? Esistono delle strategie attraverso le quali riuscire a migliorare in questo senso? Sicuramente sono stati scritti sull’argomento molti libri ed articoli, col fine proprio di aiutare tutti coloro che soffrono di una timidezza esagerata o comunque in qualche modo limitante. Leggerli e, soprattutto, mettere in pratica i loro consigli può davvero determinare una svolta nel combattere questa forma di insicurezza. Anch’io, nel mio piccolo, desideravo esprimere qualche suggerimento sull’argomento, nella consapevolezza che, naturalmente, la bacchetta magica non esiste e anche in questo caso, come praticamente in tutti i campi della vita, i risultati possono arrivare solo con un grande impegno ed esercizio costante.Un primo consiglio che mi sento di dare ai timidi più incalliti (ma che in fondo può riguardare proprio tutti, visto il suo valore universale) è quello di considerare  il fatto che gli altri ti danno sempre qualcosa e relazionarsi con loro contribuisce indubbiamente alla propria crescita personale. E questo succede inevitabilmente soprattutto nel momento in cui ci si apre verso il prossimo, cercando, per quanto possibile, di inglobarlo nel proprio mondo, ascoltandone i pensieri, condividendone gli eventuali entusiasmi e sostenendolo nei momenti di difficoltà. Ogni incontro “ben gestito” (scusate l’espressione un poco fuori luogo) può davvero rappresentare una risorsa importante, a volte certe relazioni, anche del tutto inaspettatamente, possono contribuire ad un’arricchimento personale straordinario, in un vivace rapporto di reciprocità e scambio. Infatti, è sempre bene tenerlo a mente, non solo l’altro arricchisce te, ma tu stesso, come è naturale che sia, gli doni qualcosa, gli sei in qualche modo utile, contribuisci alla sua realizzazione come persona. Questo aspetto penso sia di considerevole importanza per il timido che fatica ad aprirsi al mondo o al quale comunque imbarazzano certe situazioni, perchè è molto probabile che alla radice ci sia anche un problema di bassa autostima. Sapere di essere importanti per il prossimo, anche solo donandogli la propria attenzione o attraverso un rispettoso scambio di idee, può davvero dare quella spinta che al timido manca.Altra considerazione fondamentale: non si può piacere a tutti! Per quanti sforzi una persona possa fare, magari assumendo addirittura delle maschere che ne alterino la personalità, ci sarà sempre qualcuno a cui magari non vai a genio, o che non condivide alcune tue idee, o al quale molto semplicemente stai antipatico. Pazienza. Bisogna farsene una ragione. Spesso ciò che blocca nella propria espressione in società è proprio la paura del giudizio altrui, di fare brutte figure, ad esempio, o di non piacere abbastanza. Ma, ripeto, il consenso universale è praticamente impossibile, quindi tanto vale essere se stessi, orgogliosi delle proprie qualità e felicemente spontanei.Ultimo suggerimento importante, che credo ricalchi perfettamente le attuali tecniche cognitive-comportamentali: cercare di esporsi a ciò che si teme, evitare di evitare, esercitarsi nell’affrontare situazioni temute. Questo non significa naturalmente che di punto in bianco sia necessario parlare davanti ad un pubblico in una conferenza o esibirsi in uno spettacolo dal vivo, le “esercitazioni” si possono fare anche gradualmente, senza sforzi eccessivi, ma con la ferma volontà, questo si, di migliorare piano piano la propria capacità di rapportarsi agli altri. Non si tratta di compiti facili da svolgere, ma questi possono essere necessari per un miglioramento effettivo della propria timidezza.Ma, per concludere, un consiglio forse un poco destabilizzante dopo tutto ciò che ho scritto in precedenza: cercate comunque di mantenere quegli aspetti in realtà così piacevoli e ammirevoli della vostra timidezza, anche se questa fosse definitivamente superata. Sto parlando di quella sensibilità, discrezione e delicatezza d’animo che tanto caratterizzano i timidi e che, in una società come quella attuale, così