Leggere fa benissimo, lo dice la scienza!

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Ciao a tutti e benvenuti al consueto appuntamento con la nostra newsletter. E’ ormai tempo di vacanze, tanti sono i propositi che in genere ci accompagnano quando ci apprestiamo a partire verso i luoghi di villeggiatura. Si desidera spesso staccare dal mondo (almeno quello solito, caratterizzato da un monotono tran tran) e dedicarsi con tranquillità agli affetti, alla scoperta di posti nuovi, ad un meritato relax e…a quel libro che da tanto tempo avevamo sul comodino ma che, presi dai pratici impegni quotidiani, non abbiamo mai letto. Indubbiamente l’estate può rappresentare il periodo ideale per dedicarci anche alla lettura, ma non dovrebbe costituire l’unico momento in cui svolgere questa attività. Perché leggere fa bene (anzi, benissimo!), e attuali ricerche scientifiche sembrano confermare in modo dettagliato ciò che maestri, professori e genitori ci hanno detto sin da quando eravamo bambini.

Cerchiamo oggi di osservare quali sono i precisi motivi per cui dedicare tempo alla lettura rappresenterebbe una scelta proficua, in un certo senso una sorta di investimento sulla qualità della nostra vita e sulla nostra crescita personale. Sono stati realizzati numerosi studi sull’argomento, internet è pieno di articoli che trattano la questione in esame, ci piaceva questa settimana riflettere su alcuni di essi.

Particolarmente interessante è quanto riportato sul sito Sulromanzo.it, in cui vengono elencati alcuni motivi per cui leggere apporti benefici al cervello (motivi a sua volta tratti da Bustle.com). Innanzitutto la lettura riduce lo stress, migliorando la condizione della nostra salute mentale. Può sembrare questo un dato poco significativo, ma è inutile nascondere quanto lo stress condizioni, nella nostra epoca, le giornate di molti di noi. E, fondamentale ricordarlo, tale giovamento è riconosciuto a livello scientifico. E’ stato infatti realizzato uno studio nel 2009 dall’Università del Sussex, secondo cui bastano 30 minuti di lettura per vedere diminuire i livelli di stress addirittura del sessantotto percento. Tale beneficio sembra dovuto, secondo gli studiosi, sia all’evasione dalla realtà, sia ad una diminuzione della concentrazione verso il nostro corpo, con conseguente rilassamento. Viene sottolineata anche l’importanza del cartaceo, in opposizione a quanto indicato da alcuni studi precedenti il 1992, secondo i quali sembrava, ad esempio, che la comprensione del testo scritto fosse più lenta rispetto allo schermo. Oggi pare invece che il cartaceo favorisca la memorizzazione dei dati, rispetto ad un tablet. E ancora: pur essendo in corso varie teorie e dibattiti sull’argomento, è abbastanza chiaro che la lettura abbia fatto evolvere (e continui a sviluppare) le nostre menti, come spiega chiaramente Stanislas Dehaene nel suo libro I neuroni della lettura. Mentre secondo l’Emory University le metafore che incontriamo leggendo dei libri sono percepite come più “fisiche” di ciò che pensiamo. Uno studio realizzato dall’università suddetta, inoltre, specifica come la lettura di un romanzo (in particolare sono stati presi in esame testi narrativi incentrati su uno specifico personaggio) favorisca la nostra empatia ed intelligenza emotiva (potere dell’identificazione, verrebbe da dire…). Così come la poesia, invece, sembra possa rafforzare la nostra memoria, perché in grado di immergerci in una condizione di auto-riflessione molto produttiva da questo punto di vista.

Sull’argomento ci è sembrato utile anche un altro articolo pubblicato su Abbracciamolacultura.it, nel quale vengono indicati 4 importanti ragioni per cui dovremmo dedicare tempo alla lettura. Ancora una volta si pone l’attenzione sull’effetto benefico e costruttivo per il cervello, poiché non solo esso diventerebbe più intelligente, ma anche, attraverso l’allenamento che il leggere consente, più efficiente e meno soggetto al declino mentale il cui rischio è connesso con l’avanzare dell’età. Inoltre la lettura apre la mente, contribuisce a farci comprendere meglio il mondo e a sviluppare nuove idee. Questo sia in senso generale, sia, più nello specifico, a contatto con le persone, perché ci aiuta a comprenderle meglio (ecco che ritorna, quindi, il discorso dell’empatia).Viene confermato anche da questo articolo l’effetto anti-stress della lettura, che favorirebbe pure il sonno, almeno quella sul cartaceo e con gli ebook reader a inchiostro digitale. Ultimo ma non ultimo effetto benefico: leggere (qualunque tipo di testo, di qualsivoglia genere) fa nascere spunti di conversazione. Se è vero infatti che l’attività regala una multiforme varietà di emozioni, è anche vero che esse possono essere piacevolmente condivise con altri, in un gioco di complicità interessante.

Come ultimo aspetto ci piaceva condividere con voi un altro suggerimento molto particolare, tratto da un articolo sull’argomento in Pensarecreativo.com, scritto da Alessandro Milani. Perché non accarezzare anche l’idea di leggere un libro in una lingua straniera? Come scrive Milani, i benefici dello studio di un’altra lingua sono confermati da numerose ricerche scientifiche e riguardano, in particolare, lo sviluppo di una mente più flessibile, perché, in buona sostanza, il cervello riesce a ristrutturarsi e ad adattarsi agli stimoli. Ne sono potenziati anche la memoria e la capacità di concentrazione.

Vorremmo solo aggiungere che il confrontarsi con un libro in altra lingua, se all’inizio può destare timore o senso di spaesamento, potrebbe risolversi invece come un’attività estremamente affascinante e tutt’altro che noiosa. Può essere complesso (soprattutto in un primo momento) addentrarsi in un testo che, evidentemente, si presenta ostico e meno “scorrevole” (molto, banalmente, dipenderà anche dalla conoscenza personale della lingua), ma, come si suol dire, il gioco vale la candela, perché necessariamente contribuisce anche all’aprire in modo deciso il proprio orizzonte culturale, magari attraverso un ripristino, ad esempio, dei grandi classici in lingua originale. Contemplare forme innovative di lettura (come può essere anche leggere a voce alta se non si è abituati a farlo o iniziare lo studio di una disciplina a noi sconosciuta) non può che rinvigorire una curiosità intellettuale e una pratica del leggere tanto importanti per noi.