Playboys play safely

pubblicato in: Newsletter | 0

Allora, partiamo dal presupposto che a me i playboy non sono mai stati simpatici. Tutte quelle arie, quegli atteggiamenti di supponenza, quella loro perenne sicurezza in se stessi. Potrebbe trattarsi anche di semplice invidia, io che sono un cronico insicuro innanzi a questi maschi cosi tanto pieni di sè non posso che sentirmi ancora più frustato e insoddisfatto.

Però dai, augurare loro del male proprio no! E soprattutto non delle patologie psichiatriche! Sembra infatti da una recente ricerca scientifica universitaria che i cosiddetti playboy siano maggiormente a rischio di incorrere in problemi mentali durante la loro vita.

In particolare potrebbero essere colpiti da depressione o vedere aumentata, rispetto alle altre persone, la possibilità di sviluppare dipendenze da droghe.  Secondo questa ricerca australiana, certi atteggiamenti e certe caratteristiche tipiche di quelli che vengono definiti come playboy, tipo l’eccessiva sicurezza in sè, il maschilismo, l’assoluta voglia di vincere, l’odio nei confronti dei gay, porterebbero prima o poi ad un crollo emotivo significativo e sicuramente, per certi aspetti, contraddittorio rispetto alla loro personalità ostentatamente forte e decisa.

E’ proprio questo il punto interessante: com’è possibile che queste persone cosi apparentemente piene di sè possano incappare in quelle che in genere vengono viste come problematiche inerenti a personalità fragili e insicure?
Si tratta forse di una dura e inaspettata legge di compensazione? O forse ( e questo lo dico sempre da invidioso) tutta la forza di questi soggetti è solo un mascheramento enfatizzato della loro debolezza emotiva?

Difficile dirlo. non sono uno psichiatra ( anche se per esperienza vissuta posso assicurarvi ci vado molto vicino) e non voglio azzardare ipotesi risolutive. La mia personale opinione però è che innanzitutto la depressione è una malattia abbastanza democratica, nel senso che poi, nei fatti, può colpire un pò chiunque, indipendentemente dalla maggiore o minore forza caratteriale.

In secondo luogo può essere che improntare la propria vita ad una costante ostentazione di sicurezza in se e ad abitudini molto effervescenti anche da un punto di vista sentimentale, possa poi portare ad una sorta di stanchezza emotiva che si esplica appunto in patologie depressive o in dipendenze autodistruttive.
Forse si sviluppano un pò i meccanismi del bipolarismo, ove come si sa si alternano periodi di euforia a momenti di down.

Dirò una cosa semplice semplice e anche molto banale ma veritiera: alla fin fine è sempre meglio tendere ad un noioso ma duraturo equilibrio, piuttosto che incorrere in situazioni problematiche che possono essere davvero di difficile soluzione. Si, equilibrio e un termine antipatico e, soprattutto, può essere difficile da raggiungere, ma alla lunga credo possa risultare anche appagante e, al giorno d’oggi, sicuramente più trasgressivo di tante altri comportamenti apparentemente più bizzarri.
E poi, perché no, qualche follia ogni tanto ci può stare, ma sempre senza esagerare!