Niente smartphone sotto i dodici anni. Possibile?

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Voi che state leggendo questa newsletter probabilmente avete più di dodici anni, per cui non incorrerete in nessun pericolo. Attenzione, però, a non far leggere questo articolo ai vostri bambini: potrebbero diventare obesi, aggressivi e anche, perchè no, dipendenti digitali. Naturalmente stiamo enfatizzando la questione, ma un certo allarme dovuto all’utilizzo delle moderne tecnologie da parte dei bambini è nell’aria. Abbiamo infatti letto su Huffpost l’articolo di una certa Cris Rowan, terapeuta pediatrica, la quale sostiene convintamente che i dispositivi elettronici, tra cui i così accessibili apparecchi portatili oggi tanto utilizzati, dovrebbero essere vietati ai bambini al di sotto dei dodici anni. Prima di elencare i dieci motivi  sostenuti da studi scientifici che, secondo la Rowan, argomentano la sua tesi, ci sentiamo di dire che divieti così categorici nel mondo del campo elettronico e digitale ci sembrano un tantino esagerati. Come in tutte le cose, è consigliabile un atteggiamento equilibrato e misurato, anche se certamente può essere facile, soprattutto in determinate condizioni, sfiorare l’eccesso e rischiare la dipendenza. Pur non avendo precisi dati alla mano e non essendo dei professori di psicologia, dalla nostra esperienza ci pare poi di comprendere che certe persone siano più soggette di altre a sviluppare una sorta di dipendenza per così dire elettronica, e poi a doverne subire gli effetti negativi. E’ sicuro che persone molto giovani (in questo caso si parla addirittura di bambini) siano senza dubbio più suscettibili a queste nefaste conseguenze, ma da qui a proibire categoricamente smartphone e compagnia ci sembra un tantino esagerato. Anche perchè è importante saper sviluppare una propria autodisciplina, che forse solo in presenza delle “tentazioni” si può esercitare.

Ma vediamo esattamente i famosi dieci motivi per cui, secondo una ricerca scientifica, gli apparecchi portatili (cellulari, tablet, giochi elettronici) e in generale gli apparecchi elettronici sono sconsigliati ai bambini al di sotto dei dodici anni. Gli studi asseriscono che la stimolazione su un cervello in sviluppo, provocata dalla sovraesposizione alla tecnologia, può venire associata a deficit delle funzioni esecutive e dell’attenzione, a ritardi cognitivi, eventuali problemi di apprendimento e aumento dell’impulsività e della capacità di controllarsi. E già questo, effettivamente, fa paura. Ma non è finita qui.

A causa dell’uso della tecnologia viene indubbiamente limitato il movimento. Ciò può portare a due negative conseguenze: da una parte ritardi nello sviluppo che possono influenzare in modo nocivo i risultati scolastici (bisogna ricordare, infatti, che il movimento migliora l’attenzione e la capacità di apprendimento); dall’altra lo stare fermo davanti alla tv o ad un videogioco è drammaticamente correlato ad un aumento di peso corporeo. E ancora: si assisterebbe ad una deleteria privazione di sonno (e questo crediamo sia dovuto soprattutto a una sorta di eccitazione che, ad esempio, la visione della tv in camera può portare), aumento di depressione infantile, ansia, e altri disagi psicologici e psichiatrici, aumento dell’aggressività, dovuto in modo particolare ai contenuti spesso violenti dei media. Altra cosa da non sottovalutare è che ci potrebbero essere delle ripercussioni sullo sviluppo di attenzione, con conseguente diminuzione della concentrazione e della memoria. Tra l’altro uno dei punti elencati sostiene che si stia assistendo anche ad un allontanamento dei genitori dai propri figli, proprio perchè anche loro sarebbero sempre più incollati alla tecnologia. In situazioni del genere i bambini si attaccherebbero ancora di più agli strumenti elettronici, con il rischio di diventarne dipendenti.

Non stiamo poi a parlare del discorso tanto dibattuto sull’emissione di radiazioni, che sarebbe più rischiosa per i bambini perchè il loro cervello e sistema immunitario sono ancora in fase di sviluppo. Decimo e ultimo punto è il discorso dell’insostenibilità: “il modo in cui i bambini sono cresciuti ed istruiti alla tecnologia non sono più sostenibili. I bambini sono il nostro futuro ma non c’è futuro per i giovanissimi che abusano della tecnologia”.

Insomma, un quadro desolante e demoralizzante, a tratti tragico. I dati elencati dalla terapeuta pediatrica sembrano comunque  decisamente precisi ed inconfutabili. Come scrivevamo all’inizio, è auspicabile che l’utilizzo dei suddetti apparecchi sia moderato e consapevole.Pensiamo comunque che l’abbandono dei bimbi al mondo digitale sia dovuto ad un’esigenza da parte dei genitori di “parcheggiarli” quando loro sono presi da tante cose da fare o hanno bisogno di concentrazione, o anche, bisogna dirlo, di rilassatezza. In fondo, queste cattive abitudini non sono caratteristiche solo di oggi e dell’avvento degli smartphone. Quante polemiche e discussioni si sono fatte anche sull’abbandono dei bambini davanti al televisore! Anche in quel caso, però, non si tratta di considerare il mezzo televisivo come un moderno satana: un minimo di televisione può anche far bene, così come ore ed ore passate dinnanzi ad essa decisamente rincretiniscono. Questo non vale solo per i bambini ma per tutti, anche se certo nel periodo dello sviluppo la sensibilità ad una dipendenza può essere maggiore. Nonostante l’avvento e la crescita continua del mondo tecnologico, non dimentichiamo che ancora oggi i parchi gioco esistono ancora e per di più senza alcun costo.