Minister for Loneliness

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In Inghilterra in questi ultimi anni c’è stata una grande attenzione verso il mondo della salute mentale. Durante la giornata mondiale dedicata a questo tema, che cade il 9 ottobre, è sempre più consueto leggere di artisti e musicisti che affrontano l’argomento, portando anche le proprie esperienze personali di sofferenza e disagio, per sdoganare certi tabù esistenti e abbattere i pregiudizi che vivono nella mente di molti cittadini.

È notizia di questi giorni che il Regno Unito avrà un ministero della solitudine. Infatti la prima ministra Theresa May ha affidato il compito ad una delle sue ministre di portare avanti il lavoro iniziato da Joe Cox, parlamentare laburista uccisa nel giugno 2016 da un fanatico, che a lungo si era occupata di analizzare quanto e come incidesse la solitudine sui cittadini del Regno Unito.

Theresa May, nel dare l’annuncio che sarà Tracey Crouch, già ministra per lo sport e la società civile ad essere investita di questo ruolo, ha dichiarato in rifermento agli studi della Cox: «Jo Cox aveva riconosciuto la portata della solitudine in tutto il paese e aveva dedicato se stessa a fare tutto il possibile per aiutare coloro che ne soffrivano» .

D’altro canto la Crouch si è detta “onorata”per essere stata scelta per questo incarico dichiarando che lavorerà con la collaborazione di imprese, associazioni di beneficenza e istituiti di statistica per sviluppare una strategia contro l’isolamento sociale e creare un indicatore per misurare la solitudine delle persone, sostenendo e finanziando gruppi e comunità che lavorano ogni giorno per creare legami tra le persone. Secondo i dati della commissione Cox il Minister for Loneliness dovrà occuparsi di 9 milioni di persone che vivono “isolate” e che si sentono spesso o sempre sole , 2 milioni che abitano sole, almeno 200 mila anziani che trascorrono settimane senza incontrare e parlare con nessuno, con inevitabili e conseguenti problemi di salute e in particolare di depressione.

 

 

La Cox del resto spesso ricordava : la solitudine non discrimina nessuno. Colpisce sia giovani che vecchi. Che dire, speriamo che iniziative del genere vengano adottate anche in altri paesi e ,perché no, pure nel nostro. Noi di RadioLiberaMente crediamo da sempre nell’importanza del fare assieme e nell’uscire dall’isolamento. Non saremo ancora ministri della solitudine e non possiamo creare linee guida per qualche decreto, ma certamente possiamo invitare chiunque ci legga e si senta triste o solo a raggiungerci per una delle nostre sgangherate e divertenti trasmissioni! E poi cos’altro aggiungere…anche il nome Minister for Loliness è una figata: sembra uscito direttamente da un testo degli Smiths o il titolo di un best of di Morrissey, e a noi un’ Inghilterra modellata sui testi di Morrissey piace immaginarla!