Le Stelle dell’arte – Sebastiano Del Piombo

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Quando si parla di arte rinascimentale, in genere vengono in mente nomi altisonanti e celeberrimi, quali Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Per l’amor di dio, si tratta di personalità eccellenti, che ci hanno lasciato opere superbe e di una bellezza incantevole, certamente la loro fama non è immeritata, anzi! In quell’epoca, però, sono esistiti anche artisti magari meno conosciuti dalle masse, ma, per molti aspetti, davvero straordinari, di cui forse si parla troppo poco.

Uno di questi è, senza dubbio, l’affascinante Sebastiano del Piombo, che, nella trasmissione ” Le stelle dell’arte” di questa settimana ci preme ricordare. Certo, passare dalla concettualismo spiazzante del contemporaneo Cattelan alle seduttive tinte del rinascimentale Sebastiano del Piombo non è impresa facile, ma noi di radio LiberaMente non abbiamo paura di niente ( o quasi), e ci piace spaziare da un genere all’altro, e da un periodo all’altro, senza porci troppi problemi, molto ” liberamente”, mi verrebbe da dire, consapevoli di quanto il mondo dell’arte possa racchiudere entro il suo magico regno personalità così differenti.

In particolare, punteremo i riflettori su quattro importanti opere dell’artista, descrivendole ed evidenziandone aneddoti e curiosità. Come non incantarsi, ad esempio, innanzi a ” La morte di Adone”, dipinto nel 1512 ed attualmente conservato alla Galleria degli Uffizi, a Firenze. Un’opera giovanile, ma realizzata quando Sebastiano si era già trasferito da Venezia, sua città natale, a Roma. L’opera sembra fondere, in maniera sublime, il colorismo veneto con le forme voluminose di Michelangelo.

Ma il lavoro che più di ogni altro forse esprime la grandiosità di questo maestro è ” La Pietà”, realizzata tra il 1516 e il 1517. Di maestose dimensione, credo rappresenti un unicum nella storia dell’arte, la madonna che prega innanzi al corpo disteso del figlio morto, in un paesaggio desolato, oscuro, con una luna adombrata da terribili nubi, come a simboleggiare panteistica-mente il dramma della morte di Cristo.

E come non ricordare la decorazione della cappella Borgherini in San Pietro in Montorio a Roma, vero gioiello capitolino, ove compaiono imperiosi le figure dell’evangeliste Matteo e del profeta Isaia, i santi Pietro e Francesco, una rappresentazione della Trasfigurazione, nonché, ad essa sottostante, una mirabile Flagellazione di Cristo.

Ultima ma non ultima, come si suol dire, la famosa ” Resurrezione di Lazzaro”, alla National Gallery di Londra, dipinta tra il 1517 e il 1519, che ha sicuramente contribuito, con le sue innovazioni di composizione, a mutare l’aspetto delle pale d’altare durante il Cinquecento. Ma non solo. E’ stata anche protagonista di una vivace competizione con il mitico Raffaello, Ascoltare il programma per credere!