“La persistenza della memoria”

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Ciao a tutti e ben ritrovati al consueto appuntamento settimanale con la nostra newsletter. Come avete dormito stanotte? E soprattutto, cosa avete sognato? Vi rivolgo queste domande, apparentemente banali e anche un poco inflazionate, perchè ultimamente ho letto un bellissimo articolo sull’ Huffington Post relativo all’interessante mondo onirico,  e alle implicazioni delle sue interpretazioni sulle nostre vite. Noi spesso, quando parliamo dei nostri sogni notturni, tendiamo ad approcciarci ad essi con una certa superficialità, magari sottolineandone gli aspetti più curiosi e divertenti, senza rimuginarci troppo su. Eppure, indipendemente dagli studi psicologici ad essi inerenti, è facile avvertirne la forza impressionante che essi portano con sè, basti pensare alle conseguenze sull’umore di certi orribili incubi, che si ripercuotono lungo il corso di tutta la giornata. I sogni andrebbero analizzati e interpretati, per scoprirne i significati nascosti e gli straordinari messaggi di cui sono portatori. Come avevano compreso perfettamente gli artisti surrealisti, il sogno è costituito dalla formazione di immagini ( molto spesso paradosssali e assurde), manifestazioni delle pulsioni e dei desideri più inconsci. Non si può non citare, a questo proposito, lo straordinario libro di Freud ” L’interpretazione dei sogni”, datato 1899, un vero caposaldo sull’argomento, dal fascino ancora attuale. Oggi molti psicoanalisti, traendo spunto dagli studi di Freud e Jung, si adoperano nell’interpretazione dei sogni dei loro pazienti, cercando di comprenderne le simbologie nascoste e di portarne alla luce i messaggi rivelatori.
Nell’articolo preso in esame, scritto da Stephanie Hallet, vengono consultati diversi psicologi, col fine di comprendere le linee guida da seguire nel momento in cui ci si appresta ad interpretare i sogni. Si tratta di suggerimenti abbastanza generici ma importanti, che trovo utile conoscere nei casi in cui, ad esempio, si desiderasse comprendere le manifestazioni del proprio mondo onirico anche senza l’aiuto di uno psicoterapeuta. Anche perchè, questo va detto, diventa arduo, anche per chi va abitualmente da uno psicologo, raccontare proprio tutti i sogni che si fanno, diventa più realisticamente opportuno concentrarsi su quelli che, almeno apparentemente, ci sembrano maggiormente significativi.
Innanzitutto è importante avere la ferma consapevolezza che i sogni sono sostanzialmente rivelatori delle nostre verità più profonde. Come dice la psicologa junghiana Cathy Pagano, il sogno utilizza il linguaggio dei simboli e degli archetipi per comunicarci aspetti della nostra interiorità che, in seguito al frapporsi di alcuni ostacoli alla conoscenza di sè ( norme sociali, convinzioni varie, ecc.), nella nostra quotidianità non riusciamo realmente a comprendere. Un altro punto fondamentale, da tenere sempre a mente, è che il sogno, e soprattutto la sua corretta interpretazione, va in un certo senso personalizzato. Cosa significa questo? Sta a significare, molto semplicemente, che nel momento in cui ci apprestiamo a coglierne il senso profondo, dobbiamo valutare bene il nostro contesto, in modo tale da evidenziare le giuste associazioni. E’ esperienza comune, infatti, che sogni diversi possono contenere i medesimi elementi simbolici, ma si può carpirne il significato specifico soltanto tenendo ben presente quello che sta succedendo nella propria vita, “soggettivando”, se così  si può dire, le proprie visioni oniriche. Grande attenzione bisogna prestare anche ai cosiddetti ” sogni ricorrenti”, perchè essi potrebbero suggerire di affrontare un problema, una questione in qualche modo irrisolta. Tina Goodin, fondatrice dello Psychology Center di Palm Beach, sottolinea a questo proposito come il sogno ricorrente rappresenti un’urgenza, invitandoci a lavorare per comprenderla. Consapevoli del fatto che, come dice la psicologa Shain Miller, il significato di un sogno di questo tipo può variare nel tempo ( ecco che ritorna quindi l’importanza del contesto e delle proprie vicissitudini). Altro punto curioso ed importante: non bisogna cadere, a volte, in un eccesso di ” spirito interpretativo”, nel senso che non sempre, come spiega la psicologa Anjhula Mya Shing Bais, i sogni contengono chissà quali significati misteriosi e nascosti. A volte, infatti, essi sono frutto, molto semplicemente, di una maniera in cui la mente elabora gli stimoli in eccesso, di cui, mi verrebbe da dire, soprattutto in epoca attuale, siamo quotidianamente bombardati. Altra indicazione, in realtà già ravvisata nei consigli precedenti: non prendere tutto alla lettera! Stiamo sempre parlando di simboli, immagini che, spesso e volentieri, rappresentano qualcosa di diverso da loro, o, almeno, dalla loro sembianza più esteriore. Sognare la morte, ad esempio, può semplicemente suggerire la fine, o addirittura l’inizio, di qualcosa d’ importante. Nell’articolo, poi, la dottoressa di psicologia clinica e consulente psicologica Emily Anhalt sconsiglia decisamente l’utilizzo di libri di psicologia spicciola, magari anche divertenti e inizialmente stimolanti una riflessione sui propri sogni, ma privi di strumenti di analisi adeguati. Molto meglio, sostiene, un corso di psicoterapia con uno specialista di psicodinamica o psicoanalisi che possa anche essere esperto nell’interpretazione dei sogni. Il settimo punto di questo particolare ” libretto delle istruzioni per sognatori” è costituito dall’intervento della psicologa Nancy Mramor Kajuth, la quale sosiene ( e questa rappresenta esperienza comune, facilmente verificabile anche confrontandosi con i propri conoscenti) come esistano anche ” sogni classici”, esperiti davvero da molte persone, come, mi viene da pensare, quello di volare, di cadere, ecc. La psicologa avverte che, in questi casi, il messaggio di fondo soggiacente può essere effettivamente il medesimo per tutti, anche se poi il suo contenuto più specifico muta tra un individuo e l’altro. Ultima indicazione importante, e che anche in questo caso molti di noi avranno avuto modo di verificare, principalmente prima di addormentarsi: i sogni possono essere programmati! E’ probabile, infatti, che, come ancora sostiene Kajuth, rimuginando prima di addormentarsi su un determinato problema, alla fine si sogni qualcosa relativo proprio a quella questione. Il subconscio verrebbe infatti stimolato a rivelare informazioni su ciò che ha occupato la nostra mente prima del sonno.
Immagino che gli aspetti da scoprire in questo campo affascinante e misterioso siano ancora tanti. Ad esempio, dall’articolo preso in esame non si evince ( anche se l’ultimo punto sembra in qualche modo adombrarlo) se i sogni per così dire ” programmati” possano anche contribuire a risolvere le situazioni problematiche che a volte attanagliano la mente prima del sonno. Sicuramente il fatto stesso di comprendere meglio una situazione per mezzo di immagini ed associazioni oniriche opportunamente interpretate, aiuta nell’intento, anche se spesso si sentirebbe l’esigenza di risolvere definitivamente il problema attraverso una sorta di “illuminazione notturna”. Il famoso detto “la notte porta consiglio” sarebbe in questo caso più che mai azzeccato. Mi viene da pensare che a volte, però, è la nostra stessa parte razionale, inquinata da un eccesso di pensieri ed elucrubazioni, a ostacolare una disponibilità ed un abbandono effettivi verso il nostro subconscio, desideroso di aiutarci ma a patto che gli concediamo realmente spazio. Il nostro subconscio sa veramente tutto di noi, ma è necessario che lo ascoltiamo e interpretiamo senza barriere e difese, anche se questo può in un primo tempo turbarci, o comunque sorprenderci. Per concludere, vi invito ad osservare un dipinto paradigmatico in questo senso, di cui vi abbiamo parlato anche in una vecchia puntata de “Le stelle dell’arte”. Si tratta de “La persistenza della memoria” ed è stata realizzata dal grande genio Salvador Dalì. Osservatela, pensate e…sognate!