Come raccontare la salute mentale attraverso i fumetti

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Ciao a tutti e ben ritrovati all’appuntamento settimanale con la nostra newsletter. Ormai mancano pochissimi giorni a Màt 2018, noi di Radio Liberamente siamo già in fibrillazione, pronti (o quasi) a raccontarvi quello che succederà in uno dei periodi dell’anno sicuramente più importanti per Modena, e non solo. Il fatto divertente è che ogni anno, puntualmente, ci ripromettiamo di prendere tutto con molta calma e tranquillità, ma poi, altrettanto puntualmente, il vortice Màt si impossessa di noi e delle nostre menti. Quest’anno poi festeggeremo anche i dieci anni della nostra Radio, e quindi l’entusiasmo è decisamente alle stelle. A questo proposito, vi ricordiamo l’appuntamento di sabato 20 Ottobre (primo giorno di Màt, il giorno dell’ormai mitica marcia di apertura dell’evento) con la festa che stiamo organizzando per il nostro importante anniversario, una lunga diretta ricca di ospiti, musica e (speriamo!) tanto divertimento!
Nelle precedenti newsletter abbiamo trattato il tema del disagio psichico in connessione con ambiti artistici e sportivi, proprio considerando il fatto che, durante la Settimana della Salute Mentale, come vi abbiamo già raccontato nelle scorse settimane, si darà molto spazio anche a sport, musica, cinema ,spettacolo e arte più in generale. Proprio di arte volevamo parlarvi questa settimana, soprattutto della sua forte capacità di esprimere profonde emozioni e, perché no, il carattere drammatico delle patologie psichiche più profonde.

                                                                                                                                                                                                                                           
Chi di voi, per esempio, non ha in mente quel capolavoro pittorico che è Il grido del pittore norvegese Edvard Munch? Il dipinto non è in fondo che la rappresentazione di un soggettivo urlo interiore, in grado però di deformare la percezione della realtà più esterna. Quanti di noi, presi magari dalla depressione o dall’angoscia, vedono anche il mondo fuori come tutto negativo e ostile, senza nessuna risorsa capace di consolare e rasserenare il proprio tormentato mondo interiore? Il grido, in questo senso, é sicuramente una delle opere più famose, prova ne sono anche le infinite sue riproduzioni in poster, gadget e articoli vari. Ma non si tratta comunque dell’unico lavoro pittorico efficace e forte da questo punto di vista, il mondo della storia dell’arte ne è pieno, e spesso gli esiti sono straordinari. D’altronde, si sa, le immagini hanno un potere formidabile, possono essere impressionanti (nel bene e nel male) e raccontare più di mille parole e concetti astratti i nostri sentimenti. Anche molti artisti a noi contemporanei si sono cimentati in lavori il cui obiettivo (più o meno esplicito) è l’espressione di sé, dei propri tormenti, o comunque di problemi psicologici di cui, in modo diretto o indiretto, sono a conoscenza. In queste opere l’osservatore può in qualche modo identificarsi e, perché no, sublimare stati d’animo che altrimenti rischierebbero di annientarlo. Può anche capitare che un’artista decida deliberatamente di dare una forma visiva alle patologie psichiche più comuni, e riuscire con forti e decisi tratti scuri a raccontare in maniera molto convincente disturbi interiori difficili da comprendere se descritti solo a parole.
E’ il caso dell’artista Shawn Coss, il quale ha realizzato delle straordinarie vignette rappresentative le varie malattie psichiche. Si tratta di disegni particolarmente efficaci in questo senso, che, come si suol dire, arrivano direttamente al nocciolo della questione. Non esitano infatti a visualizzare le varie forme di disagio psicologico con una certa crudezza, senza edulcorare o nascondere il loro carattere a volte drammatico, inquietante. Protagoniste di queste immagine sono lunghe e scarne figure, sembrano degli scheletri sofferenti o, soprattutto in alcuni casi, degli alieni tormentati. Le loro posizioni sono tragicamente e innaturalmente contorte, le espressioni sconvolte ed allucinate, i violenti tratti neri con cui sono rappresentate contribuiscono a darcene un’impressione sconvolgente. Sono disegni che sembrano non lasciare scampo, a tratti terrificanti, ove la speranze di una guarigione o, quantomeno, di un temporaneo sollievo, paiono essere lontane, inarrivabili. Non si tratta certo di immagini consolatorie, ma questo probabilmente non vuole neppure essere il loro intento. Il loro obiettivo principale pensiamo possa essere quello di cogliere la sofferenza nei suoi momenti culminanti, senza sconti di nessuna sorta. Sorprende la loro immediatezza e, tra le altre cose, appare molto convincente l’idea di utilizzare corpi scheletrici, come a suggerire che il male psichico non compromette solo l’anima ma tutta la tua persona, “scarnifica”, nei suoi momenti o esiti più drammatici, il proprio sè, inesorabilmente. Questi lavori artistici, forse troppo drammatici per chi vive direttamente tali problemi, possono invece essere utilissimi per tutti coloro che , non essendo stati colpiti dalla malattia, non conoscendo direttamente persone che ne soffrono, o mancando comunque di una certa sensibilità, faticano a comprendere realmente le pesanti difficoltà a cui vanno incontro, dal punto di vista emotivo, i sofferenti psichici.


Le malattie psichiatriche rappresentate sono le più diverse: anoressia, schizofrenia paranoide, disturbo bipolare, disturbo ossessivo compulsivo e via dicendo. Sarebbe bello e costruttivo che in tutti gli studi di psicoterapeuti, psicologi e psichiatri fossero conservate le riproduzioni di queste significative vignette, proprio perchè esemplificano in un nano secondo tutta quella sofferenza che non sempre il paziente è in grado di esprimere a parole, vuoi perchè debilitato dalla malattia, o semplicemente perchè certi sentimenti non sempre sono facili da raccontare. Sarebbe auspicabile che l’energia che comunque trapela da queste illustrazioni (nonostante il loro carattere drammatico) e che comunque caratterizza anche gli stati emotivi più negativi, venisse trasformata in forza audace tesa al miglioramento e alla costruzione di una vita più serena. In questo senso, l’apporto del medico è molte volte fondamentale, e l’arte può aiutarlo in modo significativo, assieme ai libri e all’esperienza, a comprendere appieno i profondi disagi della mente e le loro dinamiche.