La simbiosi gatto 🐱 e bambino 👶

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Amici degli animali, e soprattutto gattari, voi che avete sempre creduto nel potere salvifico dei vostri felini e nel loro incondizionato amore, abbiamo una notizia buona da proporvi. Una notizia che soprattutto potrebbe parzialmente far cambiare idea a coloro che in genere sono disinteressati al mondo animale. Abbiamo letto su internet che in Pennsylvania, negli Stati Uniti, è stato creato un ricovero dove convivono scambiandosi un aiuto reciproco importante gatti e bambini.

Tutto è nato dall’intuizione di Kristi Rodriguez, il cui figlio di 10 anni, Sean, manifestava difficoltà di lettura. Nell’intento di incentivare in maniera proficua l’apprendimento del pargolo, Kristi decise di portarlo nel suo luogo di lavoro, un gattile. Qui Sean si è esercitato a leggere ad alta voce alla presenza degli animali, migliorando le sue capacità.L’esperienza ha suscitato talmente tanto clamore ed entusiasmo, da spingere altre famiglie nella stessa situazione ad adottare la medesima metodologia.

E’ stato allora che nella madre è sbocciata l’idea di istituire un luogo in cui bambini con problemi di lettura, comportamentali o autistici potessero stare in compagnia di gatti abbandonati o comunque maltrattati, con lo scopo di migliorare le loro abilità. Ma non solo: gli animali stessi trarrebbero innumerevoli benefici da tutto ciò, perché la compagnia dei bambini inculcherebbe in loro una maggiore fiducia nelle persone e nella loro umanità, verso la quale, probabilmente, esperienze di maltrattamenti e di poco amore li avrebbe portati a dubitare in modo intenso. Per i bambini è importantissimo poter esprimersi nella lettura liberamente, senza essere giudicati da altre persone che magari potrebbero, anche in modo inconsapevole, creare in loro soggezione e quindi ulteriori difficoltà.

Oltretutto, è ormai assodato quanto la vicinanza dell’animale, indipendentemente da eventuali problemi linguistici o comportamentali, possa portare benefici alla psiche umana, come le attuali, e sempre più utilizzate, pet therapy dimostrano. In particolare, sarebbero molto favoriti da queste esperienze i bambini autistici, i quali svilupperebbero una migliore disposizione nei confronti degli altri e della realtà.